Vediamo quale ruolo può giocare il naturopata nel diminuire il fenomeno “antibiotico resistenza”, fonte di migliaia di decessi ogni anno per causa di microrganismi multi resistenti ai farmaci, che potrebbe essere contrastata applicando quotidianamente sani stili di vita.

Cos’è l’antibiotico resistenza

Nel nostro immaginario l’antibiotico attacca il batterio e lo sconfigge. In teoria è cosi, ma i batteri, essenza primaria della vita, sono in grado di mutare e di diventare capaci di contrastare l’effetto dell’antibiotico, e quindi, divenire antibiotico resistenti. Il Centro europeo di controllo e prevenzione delle malattie (ECDC) spiega bene questa capacità intrinseca dei batteri e descrive l’enorme problema che l’antibiotico resistenza sta diventando a livello mondiale: infatti molti medicinali, prima usati come salvavita, non hanno più effetto. 

Preoccupante, secondo gli esperti, la situazione negli ospedali italiani dove le infezioni da germi antibiotico-resistenti colpiscono 300 mila pazienti e causano tra i 4500 e i 7 mila decessi. Stando alle stime dell’Oms, le previsioni sono fosche: nel 2050, se non si interviene per tempo, le morti provocate da germi multi-resistenti potrebbero arrivare a 10 milioni, più che per i tumori.

Fonte: Ansa
Bersagli antibiotici e meccanismi di resistenza

Da cosa è provocata la resistenza agli antibiotici 

Come spiega il Dott. Alberto Donzelli, Direttore editoriale delle Pillole di buona pratica clinica per medici e delle Pillole di educazione sanitaria per cittadini-assistiti e autore di centinaia di pubblicazioni di carattere scientifico o di divulgazione scientifica, le principali cause di antibiotico resistenza sono due: la prima è senza dubbio l’uso improprio ed esagerato che si è fatto di questi farmaci. Infatti spesso sono usati anche in situazioni nelle quali non sono indicati, come bronchite o tosse, influenza, febbre, raffreddore. Spesso accade che l’uso improprio sia dovuto ad irrealistiche aspettative sui tempi di guarigione, cosa che a volte si è dimostrata contraria, ossia chi ha fatto uso di antibiotici ha allungato i tempi di guarigione e ripresa[1]

La seconda causa di resistenza agli antibiotici è il consumo di carni provenienti da allevamenti intensivi, dove vi è spesso un uso di antibiotici sugli animali. Il problema si pone anche per chi vive vicino ad un allevamento, che aumenta il rischio di ammalarsi di infezioni da batteri antibiotico resistenti[2]. Ridurre il consumo di antibiotici, se non si cambia la tipologia di allevamento, risulterebbe quasi superfluo. In Europa esistono controlli migliori a riguardo, ma nel resto del mondo, in particolare negli USA, il problema è di enormi proporzioni. 

In Italia ci sono circa 150.000 allevamenti con più di 6 milioni di animali al loro interno, il 60 % è concentrato in pianura padana e vede la Lombardia al primo posto, L’Emilia Romagna conta 9.350 allevamenti dove vengono stipati 560.000 individui.


In che modo si accumulano gli antibiotici quando non li si assume come medicinali 

Oltre alla carne di consumo gli allevamenti intensivi favoriscono “l’inquinamento antibiotico” di falde e terreno: espulsi attraverso feci e urine i medicinali raggiungono le falde e sono trasportati fino sulle nostre tavole. Stessa cosa accade nelle case di chi utilizza farmaci.

Ci troviamo ad avere fiumi e laghi che trasportano medicine e batteri resistenti, che a loro volta possono passare la loro resistenza ad altri batteri. La sopravvivenza è lo scopo della vita, e il batterio è il primo abitante di questo pianeta, la forza più autorevole. Nel fiume Lambro, nell’hinterland milanese, i tecnici del laboratorio di tossicologia dell’istituto Mario Negri, hanno trovato antibiotici, antinfiammatori, estrogeni antitumorali e cardiovascolari. Nel lago Maggiore sono stati trovati tredici batteri diventati resistenti ai principali antibiotici, usati ad esempio contro la polmonite, le infezioni urinarie, l’otite e dopo gli interventi chirurgici. 

Oltre che ridurre il consumo di carne è fondamentale porre dei vincoli ben chiari all’utilizzo dei farmaci negli allevamenti, come indicano sulla rivista Scienceun gruppo di scienziati internazionali.

I numeri dell’antibiotico resistenza in Italia 

L’Italia è uno dei paesi europei con il maggior utilizzo di antibiotici. Infatti ha aumentato la frequenza di consumo (43%, +7% dal 2013), nonostante la media europea sia calata.  Peggio di noi sono risultate solo Malta e Spagna. 

Anche i messaggi dell’AIFA (l’Agenzia del farmaco italiana) non sono molto chiari sull’utilizzo degli antibiotici, e lasciano la porta aperta alle interpretazioni, come ha spiegato il dott. Alberto Donzelli durante il suo intervento alla conferenza SALUS di lunedì 1 aprile a Milano: “Principalmente quello che manca è una informazione chiara e precisa su quando utilizzare l’antibiotico, sui possibili danni da utilizzo improprio, (l’aumento nel tempo di  recidive in chi  riceve antibiotici è  un danno  poco noto  ma  ben dimostrato: ad es. con otiti medie acute ci  sono 2,5  volte  più ricorrenze nei 6 mesi successivi, per batteriurie  asintomatiche ~5  volte  più ricorrenze nell’anno seguente; ciò è possibile anche per cistiti) a breve e lungo termine e sulle possibili alternative e stili di vita che possono essere di supporto alla salute e alla guarigione. Il problema dell’antibiotico resistenza è cosi grave oramai che queste sono priorità da mettere in campo a breve termine”.

trasversalità tra medicina convenzionale e medicina naturale
Nella foto si vedono Milena Simeoni, direttrice didattica di LUMEN Scuola di Naturopatia, con il dr. Alberto Donzelli, Esperto di Sanità Pubblica, Direttore editoriale delle Pillole di Educazione Sanitaria, durante la presentazione della piattaforma SALUS presso la sede del Parlamento Europeo a Milano, il 1° Aprie 2019.

L’interdisciplinarietà a favore di uno stile di vita sano 

Milena Simeoni, direttrice didattica della Scuola di Naturopatia LUMEN, nel suo intervento alla conferenza SALUS, ha mostrato come già nel 2015 la rivista scientifica Nature descrisse l’importanza di una nuova interdisciplinarietà tra la scienza e le scienze umanistiche, al fine di trovare comuni soluzioni ai grandi problemi sociali (energia, acqua, clima, alimentazione, salute). Soluzioni che devono passare assolutamente per la prevenzione e i sani stili di vita, come già descritto nella Carta di Ottawa per la Promozione della Salute del 1986La promozione della salute è il processo che consente alla gente di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per conseguire uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale,l’individuo o il gruppo devono essere in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di modificare l’ambiente o di adattarvisi.

Slide di Milena Simeoni presentata a Milano durante la presentazione della piattaforma SALUS alla sede del parlamento Europeo di Milano

Come indicato dal Benchmarks for training in Naturopaty OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) del 2010 la Naturopatia risulta essere un ottimo strumento per la promozione della salute e il naturopata la figura ideale per metterla in atto

Il Naturopata è una figura che consiglia a 360 gradi la persona, tiene conto della sua storia, dell’ambiente in cui vive, delle sue capacità e delle sue potenzialità. 
Privilegia la prevenzione, il trattamento e la promozione della salute ottimale attraverso l’uso di metodi terapeutici e modalità che incoraggiano il processo di auto-guarigione stimolando la vis medicatrix naturae.

È consapevole che l’essere umano è un’unità formata da fisico, emozioni, pensieri e da una componente spirituale e che ognuno di questi livelli vive in stretta relazione con gli altri.

L’integrazione e la trasversalità tra medicina convenzionale e medicina naturale e tradizionali permette di ampliare la visione, agendo in maniera completa per la promozione e prevenzione della salute, abbandonando il sistema “Divide et Impera”per abbracciare il modello complementare “Compone et Collabora”, termine coniato da Milena Simeoni come perno del progetto SALUS.

Come un corretto stile di vita può essere la soluzione 

Se si vuole coltivare un buon orto è necessario nutrire la terra con amore, la giusta dose di luce solare, di acqua e di aria, affiche il raccolto finale sia quello desiderato. Ebbene, per noi stessi la cura è la stessa: uno stile di vita sano può permettere all’organismo di essere forte e pronto a riequilibrare e guarire quelle situazioni che lo necessitano. Alla conferenza SALUS il dott. Donzelli ha mostrato come, per chi fa uso farmaci, una prescrizione differita (la consegna al paziente di una prescrizione con l’invito a ritirare e usare il farmaco solo se c’è peggioramento, o in assenza di segnali di miglioramento entro tempi definiti) sia un ottimo metodo per ridurre l’utilizzo non necessario del medicinale. È una pratica comunemente usata nel nord Europa ma pressoché sconosciuta in Italia. Donzelli ha presentato una revisione sistematica di studi randomizzati controllati ha dimostrato che la prescrizione differita (anziché immediata) riduce l’uso di antibiotici di:

  • ~50% nelle riniti purulente
  • 23% nella tosse acuta
  • ~3 volte nell’otite media
  • fino 4 volte nel mal di gola, senza conseguenze negative

… e riduce la dannosa credenza che si guarisce solo con antibiotici.

Quando, invece, è la prescrizione diretta a prevalere, spesso il bilancio benefici-rischi è negativo, e l’antibiotico resistenza ne è solo una parte. Diversi studi, infatti, dimostrano che l’eccesso di antibiotici può influenzare l’aumento di peso nei bambini[1] sani di ogni età, non solo nei primi anni di vita, è associato ad un aumentato rischio di adenoma colorettale[2]ed a un maggior rischio di asma, di dermatiti atopiche, di colite ulcerosa, morbo celiaco, diabete di tipo 1 e 2, obesità, sindrome metabolica, malattie autoimmuni e persino sindromi psichiatriche[3]

Il Naturopata ha la responsabilità di guidare la persona al cambiamento, accompagnarla ed insegnarle a camminare con le proprie gambe.

A supporto, oramai, esistono molti lavori scientifici qualificati che descrivono quali siano i benefici di interventi comportamentali e ambientali che è possibile mettere in atto, e che dimostrano una conseguente riduzione delle malattie cronico-degenerative e di quelle infettive.

I seguenti consigli sono tratti dalle pillole di educazione sanitaria della fondazione allineare sanità e salute[4](numero 124 del 2017):  

  • Non esporre i bambini (né gli adulti) al fumo passivo: aumenta di oltre 3 volte le malattie meningococciche invasive, come pure lo stato di portatore di meningococchi.
  • Evitare di fumare: chi fuma tabacco aumenta da 2a 3 volte la mortalità totale rispetto a chi non fuma e di 2-3 volte la mortalità generale da infezioni.
  • Aumentare i consumi di cereali integrali: 200 g al dì di cereali integrali si associano a una riduzione del 30%~ della mortalità totale, ma bastano già 50 g per ridurre del 20% le morti da infezioni.
  • Aumentare i consumi di frutta secca: ~20-28g al dì di noci, mandorle, nocciole o pistacchi (rispetto ai pochi g oggi consumati in Italia) possono ridurre di oltre il 20% la mortalità totale e di 4 volte la mortalità per malattie infettive.
  • Ridurre i consumi di alcol: la raccomandazione generale è di restare entro 1-2 unità alcoliche al dì per l’uomo e 1 per la donna (un’unità alcolica equivale a un bicchiere di vino piccolo o a una lattina di birra, a media gradazione).
  • Ridurre i consumi di carni rosse: quantità crescenti di carni rosse fresche e lavorate sono risultate associate a maggior mortalità totale e da infezioni.
  • Aumentare l’attività fisica: ad esempio la corsa è risultata associata a una riduzione del 40% circa della mortalità totale, con effetto anche maggiore sulle morti da infezioni. 
  • Evitare l’uso improprio di antipiretici per infezioni banali. La febbre è uno dei più efficaci meccanismi di difesa dell’organismo contro i microbi patogeni. Un aumento di temperatura da 37 a 38° C può ridurre la moltiplicazione dei virus di oltre 90%, e per la maggior parte di loro un ulteriore aumento arresta la moltiplicazione. Aiuta a guarire anche da molte infezioni da batteri. La soppressione della febbre facilita la trasmissione di comuni infezioni: ad es.  nell’influenza stagionale può aumentare del 5% i casi di malattia e le morti nella popolazione.

Come indicato dal Benchmarks for training in Naturopaty dell’OMS il Naturopata identifica le abitudini quotidiane che ostacolano il libero fluire di quella che Ippocrate chiamava Vis Medicatrix Naturae, suggerisce di abbandonare tali abitudini che sono la base dello squilibrio e propone metodologie responsabilizzanti. In tal modo supporta la persona a far quello che la Carta di Ottawa descriveva coma promozione della salute, ossia creare un processo che permetta alle persone di avere un maggior controllo della propria salute.

Sul blog di LUMENè possibile trovare numerosi articoli che descrivono sani stila di vita.

La proposta LUMEN alla Comunità Europea 

Il 10 aprile 2019 al Parlamento Europeo di Bruxelles, LUMEN ha organizzato con l’on. Evi, l’on. Zullo (EFDD) e con l’on. Eck (GUE/NGL), con il sostegno trasversale di altri gruppi parlamentari la conferenza internazionale “SALUS. FOCUSING ON HEALTH PROMOTION” che tratterà il tema cruciale della promozione della salute come pilastro centrale di un sistema sanitario sostenibile dal punto di vista umano, ecologico ed economico. 

Il contributo innovativo all’attuale dibattito politico e scientifico della Conferenza SALUS è la focalizzazione sulla relazione tra antibiotico resistenza e promozione della salute

L’importanza dello stile di vita, oggi ben documentata dalla comunità scientifica e da sempre patrimonio di conoscenza delle Medicine Tradizionali, necessita di essere rivalutato e concretizzato. 

La promozione della salute diventa quindi un punto di convergenza fra Medicina Convenzionale e Medicina Complementare che, insieme, possono dar vita a strategie integrative vincenti. 

Il convegno verrà trasmesso online per tutte le persone interessate, seguendo questo link: scuola.naturopatia.org/conferenza-internazionale-salus/


[1]Schwartz BS et al. Antibiotic use childhood body mass index trajectory.Int. J. Obes 2016 40:615

[2]Gut. 2018 Apr;67(4):672-678. doi: 10.1136/gutjnl-2016-313413. Epub 2017 Apr 4. Long-term use of antibiotics and risk of colorectal adenoma. Cao Y, Wu K, et al.

[3]Blaser MJ. Antibiotic use and its consequences for the normal microbiome.Science 2016; 352:544. 

Gensollen T. Et al. How colonization by microbiota in early life shapes the immune system. Science 2016; 352:544. 

Parmer EG. Resurrecting intestinal microbiota to combat antibiotic-resistance pathogens.Science 2016. 352:544.

[4]Tratto da: https://fondazioneallinearesanitaesalute.org/2017/05/n-124-2017/.


[1]https://fondazioneallinearesanitaesalute.org/2016/09/n-118-2016/

[2]Casey JA et al. …methicillin-resistantStaphylococcus aureus. USA. JAMA Intern. Med. 2013; 173:1980.


Enrico Lambri
Enrico Lambri

Naturopata, Operatore del Benessere ed Estetista. Docente di Naturopatia Olistica e diverse discipline manuali presso LUMEN, lavora da anni in centri benessere di prestigio dove ha acquisito una grande esperienza sul campo. Co-author di pubblicazioni sulla medicina naturale olistica edite da LUMEN Edizioni.

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